10. nov, 2021

COMPRARE O VENDERE CASA: TANTE, TROPPE EMOZIONI STRESSANTI

Nella compravendita di una casa/appartamento, sia che tu sia acquirente o venditore, si possono vivere diverse emozioni, e ciò è dovuto alle implicazioni che un passo simile comporta.

Le emozioni sono una componente fondamentale della nostra vita. Purchè esse siano ben elaborate e gestite, costituiscono la via maestra per approdare ad una soluzione, permettendoci di vivere meglio.

Gestire le emozioni non vuol dire reprimerle, tutt’altro. Difatti, il peggior errore che si possa compiere è la loro negazione o sottovalutazione. Ascoltare il nostro corpo ci permette di cogliere nelle vicende della nostra vita i correttivi da apportare o le buone prassi da valorizzare.

Qui di seguito una sintesi delle emozioni che potrebbero essere vissute nel delicato percorso della compravendita.

Paura

Sono diverse le paure che possono essere vissute da venditore ed acquirente durante una compravendita. Chi vuole vendere potrebbe aver paura di perdere tempo, di non valorizzare adeguatamente l’immobile, di non soddisfare pienamente i propri bisogni tramite la vendita.

In poche parole, le principali paure sono legate al futuro. E’ normale, dato che la compravendita, seppur da ottiche diverse e complementari, è uno strumento di proiezione verso una prospettiva.

Di converso, l’acquirente, potrebbe vivere analoghi timori. Si potrebbero aggiungere anche paure legate alle condizioni della casa, al denaro, alla fiscalità, ai cambiamenti che potrebbero avvenire nel quartiere o alle mutazioni personali, occupazionali o familiari, in corso o future.

Anzitutto, ritengo che sia doveroso distinguere le vere paure da quelle che sono preoccupazioni non concrete, o che perlomeno non lo sono ancora, che quindi sono meglio definibili come ansie di vario tipo.

In questo senso, per le paure, come per tutte le emozioni, vale la regola per cui la loro negazione, rimozione o il rimando siano strategie non solo non efficaci, ma addirittura dannose.

Per trasformare le paure in strade verso il successo bisogna identificarle, definirle nel dettaglio, concretizzarle. Più è tangibile la preoccupazione verso qualcuno o qualcosa, più si manifesta l’ostacolo, più si è in grado di superarlo.

Allo stesso modo, per un acquirente che dovesse avvalersi di un mutuo ipotecario per raggiungere l’obiettivo, è diverso avere timori generici senza aver sondato tutte le possibilità da una puntuale verifica delle condizioni economiche e finanziarie da poter mettere in campo. E’ bene quindi orientarsi su “So cosa posso fare” invece di “Non so se ce la farò”.

Sorpresa

La sorpresa è per sua natura un’emozione di breve durata, che scaturisce dalla scoperta di una situazione inaspettata, per la quale ci si può sorprendere di aspetti positivi come di negativi.

Un evento inaspettato, una scoperta improvvisa, possono capitare.

Non si può controllare tutto, ma durante una compravendita tutto dovrebbe essere sottoposto a verifiche puntuali da parte dei professionisti ai quali ci si rivolge.

La compravendita è delicata, venditore e acquirente non devono stare in una condizione in cui ci si possa stupire di elementi fondamentali. Tutto quello che deve contribuire alla buona riuscita dell’affare deve essere noto, conosciuto, senza sorprese, appunto. L’avvenire che venditore e acquirente si stanno costruendo va basato su chiarezza e concretezza. Visitare di persona un immobile in vendita è importante: l’approccio diretto è l’ideale per vivere una dimensione in cui tutti e cinque i sensi possano essere messi in gioco per proiettarsi verso il futuro. Ma oltrte alla sorpresa c'è anche l'elemento attesa.

La sorpresa è immediata, l’attesa invece è un vissuto che si prolunga nel tempo e, come sopra, si colora di un segno più o di un segno meno, in base a come stiamo lavorando per la meta da raggiungere. Per cui, l’attesa è vana se non è riempita di azioni positive, di verifiche, di ricalibrazioni, sia nel vendere che nel comprare. L’attesa è invece fertile, ad esempio, se la casa in vendita è ben posizionata nel mercato o la ricerca che si sta compiendo in zona è accurata.

Disgusto e disprezzo

Queste due emozioni le colloco insieme, essendo simili, per quanto il disgusto in genere sia espresso verso cose, mentre il disprezzo sia tipicamente rivolto a comportamenti altrui che toccano negativamente, per esempio, sui valori.

Sono emozioni anche queste fondamentali, dato che ci aiutano a distinguere chi e cosa ci da piacere e chi e cosa no.

E’ bene farle emergere perché è fondamentale avere un contatto diretto e chiaro con ciò che si ritiene sgradevole.

Per il disgusto ed il disprezzo è importante l’identificazione e la gestione, sempre a partire dalla comunicazione del corpo, proprio per dare alla relazione con le parti una qualificazione adeguata.

Di pari passo, l’unica visita di un immobile potrebbe non dare subito una visione corretta di tutti gli aspetti. E’ per questo che sarebbe opportuno vederlo alla luce del giorno, ma è bene pure sapere, per esempio, cosa avviene la sera, per valutare come si parcheggia o se la zona sia silenziosa o meno.

Tra l’altro, un comportamento non gradito non è detto che sia specchio della completa personalità di chi abbiamo davanti. Segnalare cosa non è andato bene in una determinata situazione potrebbe aiutarci a conoscere meglio il nostro interlocutore e, quindi, a porre correttivi strada facendo.

Si tratta del caso tipico di una proposta di acquisto che deve essere ponderata da tutti i comproprietari. Se anche il proprietario fosse unico, una proposta ritenuta non accettabile può aiutare, analizzando bene tutti i dati, a comprendere lo status del processo di vendita (il prezzo proposto, la tempistica, la valorizzazione in corso).

Disgusto o disprezzo è bene che vengano espressi, per focalizzare eventuali lacune conoscitive da colmare oppure ci dicono se sia il caso di cercare altrove un acquirente veramente interessato o un immobile davvero interessante.

Dal punto di vista dei compratori, è opportuno che una casa sia visitata compiutamente da tutti quelli che dovrebbero abitarla, di modo che le fonti dell’eventuale disgusto siano condivise e messe in riflessione comune per capire se e come siano superabili o meno.

Tristezza

Venire a contatto con il dispiacere ed il dolore è complicato, ma anche questo necessario, per avere una chiara cognizione della meta a cui desideriamo approdare.

In genere, al concetto profondo di dolore si accompagna il senso di una perdita definitiva. Ma non escludo che si possa provare un forte dispiacere per qualcosa di importante non realizzato nell’ambito della compravendita. Quando si vende o si compra può capitare che un’offerta non venga accolta o non sia espressa, una richiesta non esaudita, una ricerca che non approda all’obiettivo, un diniego rivolto alle proprie ambizioni.

Come per le altre emozioni, la necessità di esprimere apertamente la tristezza dovuta all’insuccesso del momento.

Si tratta di un’emozione che ci tocca nel profondo e ci dice con maggior precisione dove vorremmo andare, perché percepiamo nel nostro corpo il disagio della strada sbagliata, del contesto da evitare o del tipo di persone che non siamo ancora riusciti ad avvicinare.

Nascondere e rimuovere, come sempre, non servono a nulla, ma favoriscono l’estensione del disagio.

Investire in un immobile – che lo si venda o lo si compri – è strumentale all’investire su di sé e sul proprio futuro, per cui la pietra d’inciampo, se ben accolta, può diventare nuovo indicatore del vero e giusto cammino da intraprendere.

Una profonda delusione merita il suo spazio, proprio perché la costruzione della nuova prospettiva personale ha bisogno di basi solide e di sentimenti chiari per compiere scelte oculate.

Rabbia

La rabbia è l’emozione in grado di fornire una notevole quantità di energia positiva, se ben canalizzata.

A fronte di situazioni e contesti in cui vediamo prendere una piega storta, la rabbia non è semplicemente il segnale che “qualcosa non sta andando”, ma che serve una correzione, un cambio di direzione o semplicemente maggior determinazione per raggiungere l’obiettivo prefissato.

La rabbia è un fiume di energia che va controllata e gestita affinchè non diventi distruttiva (anche verso se stessi).

In una compravendita può succedere che le aspirazioni di venditore e acquirente siano bloccate, soffocate o distolte da vicende non positive. Viene spontaneo allora reagire: urlare, sbattere i pugni fino a, potenzialmente, voler o poter aggredire cosa o chi abbiamo davanti.

Non possiamo cambiare i contesti, ma possiamo cambiare il modo con cui li viviamo.

Un modo per convertire la rabbia in energia positiva può essere senz’altro quello di correggere le strategie per arrivare al fine stabilito, aggiungere determinazione alle proprie azioni, ampliare gli ambiti di intervento, diversificare i comportamenti.

Non possiamo cambiare il mercato, ma possiamo migliorare il modo in cui arrivare alla vendita o all’acquisto dell’immobile apportando modifiche o cambiando decisamente le tattiche.

Rivolgersi a chi abbiamo davanti senza aggredire verbalmente o fisicamente, ma chiedendo con chiarezza ascolto e considerazione può portare al risultato minimo di aver fatto comprendere le nostre esigenze. Il risultato oltre il minimo può essere quello di suscitare anche nell’altro un cambiamento, avendo offerto la nostra energia in forma vitale e costruttiva.

Gioia

Si prova gioia per un obiettivo raggiunto, per una soddisfazione auspicata, per un desiderio che si fa concreto.

La gioia va espressa, diventa salutare quando la si tira fuori, va celebrata, mentre è insignificante, se non dannosa, se non le diamo il giusto spazio. Come sempre, il corpo che parla va lasciato, per il nostro bene, libero di muoversi per salutare l’evento favorevole.

Ad esempio, se l’immobile in vendita comincia ad essere visitato in maniera quantitativamente rilevante, questo va contraddistinto come sviluppo positivo, come lavoro che sta cominciando a dare frutti. Dal punto di vista dell’acquirente, la ricerca dell’immobile che si sta man mano focalizzando, dopo aver visitato diversi immobili, è segno di un impegno che sta procedendo sulla giusta via.

La gioia è un’emozione immediata, non è uno status. Va pertanto considerato che la costruzione della soddisfazione, in ambito immobiliare, è bene che si nutra anche delle piccole gioie che possono essere vissute durante il percorso.

Allo stesso modo, quando si ottengono evoluzioni positive dalle relazioni personali e familiari che vengono messe in gioco quando si vende e compra casa, è bene salutarle con soddisfazione, in quanto rafforzano il cammino verso la meta finale.

La casa venduta e comprata è uno strumento al servizio delle persone che sono state protagoniste della transazione, che gioiscono oggi per ricominciare a vivere meglio. Incrociamo le dita e diamoci da fare!